E ci siamo...
A settembre scorso questa data sembrava lontanissima, così dilatata nel tempo da sembrare quasi una burla alla mia decisione. Però non torno indietro, lascio il rugby giocato.
Tanti motivi mi hanno spinto a questa scelta, primo di tutti quello fisico: giocare con due ernie al disco ed in mischia non è una cosa semplice né salutare.
Poi c'è una serie di altre cose che sono strettamente personali ma che hanno contribuito non poco.
Chi non ha mai giocato a rugby avrà forse qualche difficoltà a capire il vortice di sensazioni che mi stanno attraversando la testa da ieri sera, quando ho deciso di giocare quest'ultima partita con i miei fratelli.
Non vi nascondo che avevo pensato di evitare questa partita, so già che al fischio finale sarà difficilissimo contenere lacrime ed emozioni.
Ma i ragazzi sono per l'ennesima volta contati di numero e non potevo tirarmi certo indietro; quanto di meno rugbistico avessi potuto fare.
E così eccomi pronto ad indossare la 23 per l'ultima volta, a combattere nel fango ( stando a quanto dicono le previsioni), a sostenere il mio compagno che va giù, che viene placcato.
A, metaforicamente parlando, sputare sangue per cercare di far nostra la partita, nonostante i tanti problemi che sappiamo di avere.
A settembre, quando ho ripreso dopo un anno e mezzo gli allenamenti, non speravo di poter giocare tanto questa stagione.
Mi sono dovuto fermare un paio di volte nell'arco del campionato e sempre per periodi da un mese, un mese e mezzo.
Ultimo proprio in questo periodo e proprio quando ero tornato a buoni ritmi e mi stavo divertendo parecchio nel nuovo ruolo di flanker.
Ma non posso lamentarmi. Alla prima di campionato contro il Brindisi uscii dal campo chiedendomi se ce l'avessi fatta a reggere fino alla terza, quarta giornata.
Mi sono avvicinato alla palla ovale con la creazione di quella mitica squadra che era la Fiamma Rugby Santeramo nell'ormai lontano 1983...non avevo ancora 8 anni. Il mio primo tesseramento ufficiale risale al settembre 1989.
Ne sono passati 27 di anni e sono ancora qui, innamorato di questo gioco così folle quanto atrocemente vicino alla vita reale.
In mezzo è successo di tutto.
Le persone che ho incrociato in questi anni, a cui devo tanto e a cui spero di aver dato almeno un po' di quello che per me è il nostro sport, sono numerose e non potrei elencarle tutte senza fare del torto a qualcuno, consideratevi tutti nominati!
I ricordi sono troppi e non riuscirei mai a descriverli senza annoiarvi, sono tutti importantissimi per me e non potrei vivere senza, adesso. A tre in particolare sono un po' più legato.
Il primo risale al 2002, seconda stagione.
Arriviamo in 13 a Trepuzzi (per i profani: si gioca in 15), quel giorno tocca a me fare il Capitano per l'assenza contemporanea di Marcucc e Donato.
In campo ce le diamo di santa ragione e non ci si risparmia.
Perdiamo i pezzi però, tre infortuni uno dietro l'altro e così restiamo in 10. L'arbitro, come da regolamento, mi chiede se vogliamo continuare a giocare o chiudere la partita lì per mancanza di giocatori. Dentro di me penso “Cacchio! Voglio perdere giocando!”, ma devo pensare anche all'incolumità dei ragazzi, molti dei quali alle loro prime partite in assoluto.
E' un attimo quando mi giro ed incrocio gli occhi di Peppone, Checco, Pierluca, Nicola, Claudio, Marcello, Marco, Massimiliano, Giovanni e degli altri.
Non ce ne è uno, tra questi sguardi, che mi dice “Basta. Andiamo a casa”, così, orgogliosamente, mi giro e all'arbitro e al Capitano salentino dico “giochiamo” e scatta l'applauso della squadra avversaria e del pubblico presente, emozioni strane, chi era in campo quel giorno non faticherà a capire.
Il Trepuzzi ci sommerge di mete, come è giusto che sia. Il rugby è questo, il rispetto per l'avversario lo si dimostra giocando al massimo delle proprie possibilità fino all'80' ed oltre.
Il secondo ricordo risale a qualche anno più tardi.
19 Dicembre 2004, Santeramo-Foggia. Anche quel giorno ero Capitano ed eravamo in inferiorità numerica, partiamo addirittura in 12! Alla fine del primo tempo perdiamo per 24 a 10. Dopo pochi minuti del 2° tempo mi “sminchiano” la caviglia, grave distorsione (mi ingesseranno dopo) e sono costretto ad uscire.
Poi, non so cosa succede. Reazione rabbiosa della squadra alla mia uscita, come se giocassero anche per me. Attacchi continui in 11 contro 15, mischia che va sempre a sfondare. Un emozione grande, con gli occhi sbarrati non sento neanche il dolore! Prima meta, trasformata: 17 a 24.
I ragazzi continuano a spingere come dannati, non si risparmiano un secondo, vanno a chiudere tutti i varchi che in inferiorità logicamente si creano e a pochi minuti dalla fine schiacciano un'altra meta! Trasformata ed incredibile pareggio!! 24 a 24.
Poi si lasciano trasportare troppo dall'entusiasmo e cercano addirittura di vincere la partita per me! Si buttano avanti a testa bassa e nei minuti di recupero arriva il contropiede avversario...meta tra i pali, trasformata.
Finisce 24 a 31...per me comunque la più bella vittoria e non so come ho fatto a trattenere le lacrime quel giorno, non ricordo neanche cosa ho detto negli spogliatoi alla fine, mi sa che mi sono limitato solo ad un “Grazie ragazzi..”.
Il terzo ricordo è dell'anno precedente.
Mercoledì 23 maggio 2003. Prima amichevole con i ragazzi di Potenza. La scoperta di tanti nuovi amici e fratelli.
Il ricordo qui è più divertente. Dopo la partita siamo ospiti dei potentini in una trattoria e chi ha presente cosa succede nei terzi tempi o quando dei rugbisti si ritrovano a mangiare e bere insieme, può immaginare. Ma la cosa più divertente è che quella sera c'era la finale di Coppa dei Campioni tra Milan e Juve, e mentre quasi tutta l'Italia si fermava per seguire l'incontro 20-30 rugbisti (non ricordo quanti eravamo quella sera) se ne sbattevano alla grande, troppo contenti per la partita giocata e per la serata godereccia che stavamo passando.
Il ricordo qui è più divertente. Dopo la partita siamo ospiti dei potentini in una trattoria e chi ha presente cosa succede nei terzi tempi o quando dei rugbisti si ritrovano a mangiare e bere insieme, può immaginare. Ma la cosa più divertente è che quella sera c'era la finale di Coppa dei Campioni tra Milan e Juve, e mentre quasi tutta l'Italia si fermava per seguire l'incontro 20-30 rugbisti (non ricordo quanti eravamo quella sera) se ne sbattevano alla grande, troppo contenti per la partita giocata e per la serata godereccia che stavamo passando.
Poi tante, tantissime, troppe altre cose da ricordare.
Chiudo qui ringraziando tutte le persone che ho incrociato sui campi e fuori in questi 27 anni e che mi hanno fatto sentire tutta la gioia di appartenere ad uno degli ultimi veri sport rimasti.
Grazie a tutti.

8 commenti:
uffì...ma così mi fai commuovere...bellissimo post...grande 23!!! la mia macchina fotografica non è sicuramente come la tua ma sarò lì anche se diluvia!!!
( se poi mi presti la tua...fss)
...
vi aspetto tutti e due al campo domenica! grazie mille...
Marco!
Non so se potrò essere lì...è per questo che voglio lasciarti un saluto.
Vorrei ringraziarti perchè ,anche se la nostra non è una conoscenza di lungo corso, tu mi hai insegnato 1 cosa fondamentale...o meglio...mi hai convinto ancora di più di quello che già credevo di sapere: nella vita bisogna vivere tutti i momenti con atteggiamento positivo (senza falsi ottimismi), cercando di non prendersi troppo sul serio!!!
E poi...sentirsi qualcuno che ti mette la spalla sotto il culo quando hai di fronte una prima linea di rinoceronti è una sensazione bellissima che ti dice..."nel rugby non sei mai solo"!!!!!
Grazie Marco
Non posso che ringraziarti per tutti gli insegnamenti, per la tua tecnica sopraffina, per i valori che pazientemente ci hai insegnato in campo!
"Il Rugby: finchè ce la fai lo giochi, finchè vivi lo ricordi"
Grazie Prof, grazie Piba per le belle parole.
La mia spalla in appoggio l'avete sentita tutti e due sulle chiappe..Piba mi sa che domani avrà anche l'"onore" di sentirla per l'ultima volta! ahahah! XD
Bellissimo post, bellissimi ricordi e domenica goditi ogni singolo secondo che te li sei meritati tutti ;-)
Grazie Marcello! è esattamente quello che ho intenzione di fare, soprattutto adesso che ho avuto la conferma di giocare in seconda linea...volevo finire lì..tra i primi 5 uomini della squadra
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